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Consultazione

Ai sensi dell'art. 127 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs 22 gen. 2004, n. 42 e successive modificazioni) il privato proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo di archivi o di singoli documenti dichiarati di interesse storico particolarmente importante ha l'obbligo di permettere la consultazione dei documenti allo studioso che ne faccia motivata richiesta tramite il competente soprintendente archivistico. Le modalità di consultazione sono concordate tra lo stesso privato e il soprintendente archivistico.

Ai sensi dello stesso articolo sono sottratti dalla consultazione:

• i singoli documenti dichiarati di carattere riservato relativi alla politica estera o interna dello Stato, per i quali sia stata emessa la declaratoria di riservatezza dal Ministero dell'interno, che diventano consultabili 50 anni dopo la loro data

• i documenti contenenti i dati sensibili e i dati giudiziari che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data. Per dati sensibili si intendono quelli idonei a rivelare l'origine etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni a carattere religioso, filosofico, politico, sindacale. Sono dati giudiziari i dati personali idonei a rivelare provvedimenti in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato o a rivelare la qualità di imputato o indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del Codice di procedura penale.

• i documenti contenenti i dati riguardanti la salute, la vita sessuale e situazioni particolarmente riservate che diventano consultabili 70 anni dopo la loro data

L'eventuale autorizzazione alla consultazione di materiale di natura riservata o dichiarata tale è di competenza del Ministero dell'interno per il tramite della Prefettura competente per territorio (la Soprintendenza archivistica &eagrave; disponibile per assistenza ove necessario).

I privati proprietari possessori o detentori di archivi dichiarati di interesse culturale possono inoltre porre la condizione di non consultabilità per tutti o parte dei documenti dell'ultimo settantennio.

Per quanto attiene gli archivi di enti pubblici la consultazione viene concordata direttamente con gli enti medesimi, presso i quali è spesso presente un regolamento per l'accesso alla documentazione amministrativa (archivio corrente e di deposito) e, ove sia stato costituito un archivio storico, anche uno specifico servizio. La Soprintendenza può facilitare il rapporto con l'ente accogliendo la domanda di consultazione redatta sul modulo apposito. Il richiedente potrà quindi recarsi presso l'ente con la richiesta di consultazione già vagliata dalla Soprintendenza.

Chi accede agli archivi è tenuto all'osservanza del "Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici" (Provvedimento 14 mar. 2001, n.8/P/2001 del Garante per la protezione dei dati personali ora allegato al "Codice in materia di protezione dei dati personali" d.lgs 30 giugno 2003, n. 196.
L'obbligo di osservanza del Codice di deontologia e buona condotta sussiste indipendentemente dal fatto che gli archivi consultati siano dichiarati di interesse culturale.

 

Consulta la procedura di autorizzazione  

Data di redazione: marzo 2010; aggiornamento marzo 2012